
Presentazione di “La torre d’amore”
Venerdì 20 marzo 2026 alle ore 18:30 l’Alliance Française di Bari, in collaborazione con la libreria Un Panda sulla luna, ospita la presentazione del volume La torre d’amore di Rachilde, pubblicato nel 2024 da Edizioni Croce con introduzione e cura di Marina Geat.
Interverrà Marina Geat (Università Roma Tre), che dialogherà con Concetta Cavallini (Università degli Studi di Bari Aldo Moro).
Marina Geat è professore ordinario di Letteratura e Lingua Francese all’Università Roma Tre. Ha dedicato i suoi studi ad autori del XIX e XX secolo e all’opera di Georges Simenon, approfondita da molti anni nei suoi molteplici aspetti in articoli, libri e partecipazioni a convegni internazionali. Tra le ultime pubblicazioni in volume: Simenon e Fellini: corrispondenza/corrispondenze, Roma, 2018; Simenon et Fellini. Paradoxes et complicités épistolaires, Paris, 2019; Rachilde, La torre d’amore, cura e introduzione di M. Geat, Roma, 2024.
L’attrice Nunzia Antonino proporrà una lettura di brani scelti dal volume, restituendone la trama emotiva e la densità linguistica attraverso la propria voce e sensibilità scenica, in un dialogo diretto tra parola scritta e parola viva.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
La torre d’amore

La torre d’amore di Rachilde viene pubblicato in Francia nel 1899. In quello stesso anno, in Italia, ma sempre in lingua francese, il romanzo è entusiasticamente apprezzato in un lungo articolo di Filippo Tommaso Marinetti.
Protagonisti della vicenda sono Jean e Mathurin, i due guardiani del faro di Ar-Men in Bretagna. Un luogo terribile, in cui i due uomini vivono asserragliati in una lotta continua contro il mare impetuoso e soprattutto a contatto con le proprie ossesioni, paure e follie. Il mare – o piuttosto la mer, perché, come la lingua francese consente, a questo elemento l’autrice attribuisce caratteristiche spiccatamente femminili – affascina e aggredisce, seduce e vendica le ingiustizie di un mondo plasmato dalla supremazia maschile.
Pur riproponendo alcuni degli stilemi ricorrenti nella letteratura fin de siècle, come il mistero e la necrofilia, il romanzo di Rachilde se ne appropria, associando eventi di stringente attualità – i naufragi sulla rotta
atlantica; la realizzazione di fari impervi – all’urgenza di rielaborazione letteraria del rapporto tra i sessi propria della scrittrice.
Rachilde

Rachilde, pseudonimo di Marguerite Eymery, nasce in Périgord nel 1860. Figlia di un militare e di una musicista, raggiunge Parigi a 19 anni. Dopo il successo del romanzo-scandalo Monsieur Vénus (1884), insieme al marito Alfred Vallette fonda nel 1890 la rivista «Mercure de France». Negli stessi anni è animatrice di un salotto letterario, luogo di incontro dei maggiori artisti del tempo, tra cui Paul Verlaine e Alfred Jarry, Stéphane Mallarmé e Oscar Wilde.
La sua produzione comprende romanzi, novelle, testi teatrali e poesia. Il suo linguaggio colpisce per l’originalità con cui elabora tematiche trasgressive tipiche della letteratura fin de siècle, come l’ambiguità sessuale, la figura della femme fatale o il gusto della provocazione. Spregiudicata fino a sfidare quello che oggi è reputato politicamente corretto, l’autrice non esita a pubblicare nel 1928 il saggio Pourquoi je ne suis pas feministe.
Ormai anziana, ma sempre lucida e ironica anche negli ultimi scritti, Rachilde muore a Parigi nel 1953.
A lungo rimasta ai margini della storia letteraria perché difficilmente inquadrabile, l’opera di Rachilde è oggi riscoperta per la potenza poetica con cui affronta le tematiche della condizione femminile, dell’identità sessuale, delle ambiguità dell’umano.
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